Inviato da : redazione Martedì, 09 Febbraio 2010 - 09:01
“Gli dèi donarono agli esseri umani la ruota e questi ne misero una davanti all’altra inventando la bicicletta. Allora gli dèi invidiosi inventarono le forature. Ma gli umani ciclisti inventarono le toppe. A quel punto gli dèi sorrisero divertiti e concessero le piste ciclabili.”
Possono due toppe da bicicletta diventare arte? Certo che sì se il contesto è quello della mail art (arte postale) e se a cimentarsi nella sfida è un signore come Pino Cacucci. Ci sarà infatti anche un’opera dello scrittore bolognese, tra quelle che sarà possibile ammirare nel corso della mostra Mail art for bike dedicata alla due ruote a propulsione umana e allestita a Imola nei locali della Galleria del Risorgimento (Via Appia 5) in occasione del Carnevale dei Fantaveicoli, di cui quest'anno IlikeBike è partner.
La mostra, presentata per promuovere l’uso di questo straordinario mezzo di trasporto, rimarrà aperta fino al 16 febbraio e ospiterà opere provenienti da diverse nazioni, ma anche numerose e bellissime foto della scorsa edizione del Carnevale dei Fantaveicoli che quest'anno, ricordiamolo, si terrà domenica prossima. Chi frequenta da tempo questo sito sicuramente conosce il progetto di arte postale Mail art for bike. Ebbene, quella presentata a Imola, è proprio una selezione del più ampio progetto ospitato e promosso sin dalla nascita da www.ilikebike.org. Una selezione di oltre un centinaio di opere che sarà possibile ammirare nella loro originale (e non digitale) bellezza.
Ecco che dall’Argentina alla Germania, dalla Spagna alla Lituania, dalla Russia agli USA (dove la mail art ha mosso i primi passi negli anni ’60 grazie a Ray Johnson considerato il padre di questa corrente artistica), non mancheranno le risposte interpretative della bicicletta.
E ovviamente ci saranno opere di artisti italiani tra i quali segnaliamo un nome per tutti: Anna Boschi l’artista nata a Bologna e che negli anni ha fatto di Castel San Pietro Terme la patria della mail art in Emilia Romagna.
In tempi in cui a volte l’arte diventa intrattenimento inutile o mercato senza senno qui ci si muove in un solco preciso: intercettare e far crescere la sensibilità verso la bicicletta. E promuoverne l'uso quotidiano.
Quindi se volete fare bene a voi stessi e al vostro mondo, non vi resta che visitare la mostra. Arrivando in bicicletta naturalmente. Perché Imola e i tanti imolesi che si spostano con questo mezzo, lo meritano!
Vabbè, anche con i mezzi pubblici può andar bene... Dalla stazione dei treni non c'è molta strada da percorrere.
Orari di apertura dal 6 al 16 febbraio: mattina 10.30 - 12.30. Pomeriggio 16.30 - 18.30 (eccetto che per il 14 e 16 febbraio quando la mostra nel pomeriggio rimarrà aperta dalle ore 14.30 alle 19.00
Inviato da : redazione Venerdì, 05 Febbraio 2010 - 08:46
Ridiamoci su! Senza cadere nella fobia quelli che... "con la bicicletta ci si fa male". Qui al massimo ci sarà stato qualche polso slogato. E comunque nulla di grave. Due considerazioni a margine: ma avete visto quante bici passavano di li'?
E poi... chi ha filmato le scene poteva anche scendere e spargere qualche manciata di sale o no?
Inviato da : redazione Giovedì, 04 Febbraio 2010 - 08:04
Era il marzo del 2007 quando fra le vie anguste del quartiere gotico di Barcellona, centro storico, turistico e commerciale della capitale catalana, si cominciarono ad intravedere le prime biciclette rosso scarlatto, con parafango bianco ed un richiamo stilistico un po’ retrò...Era nato il Bicing, terminologia spanglish per ancorare ancor di più (semmai ce ne fosse bisogno) la città spagnola più europea alle abitudini anglosassoni.
Il BICING, ovvero “un nuovo servizio di trasporto pubblico in bicicletta” così come recita il sito di riferimento www.bicing.com, può contare, dopo nemmeno 3 anni di sperimentazione, su numeri impressionanti per una città che a detta dei suoi cittadini non è storicamente abituata ad andare in bicicletta: 400 postazioni di consegna/riconsegna, oltre 6000 biciclette in dotazione e ben 188.000 utenti registrati, dei quali ben 45.000 ogni giorno percorrono parte dei 156 km di piste ciclabili attive tuttora (e che diventeranno 200 nei prossimi anni) per spostarsi da una parte all’altra della città, integrando la già efficiente rete dei mezzi pubblici a motore e su rotaia.
“ Il servizio Bicing è già diventato uno dei simboli della città – ha dichiarato con orgoglio il Sindaco di Barcellona Jordi Hereu, durante la consegna pochi mesi fa di altre 200 bicicletta – ed una realtà pienamente consolidata che rafforza l’idea che tutti i quartieri, anche i più periferici, sono parte integrante della città”.
Insomma un successo senza macchie? Quasi. A rovinare un po’ la festa al Sindaco ci ha pensato nelle scorse settimane il CREAL, il Centro di Ricerca di Epidemiologia Ambientale di Barcellona, che nel suo annual report sulle condizioni di inquinamento della città (e conseguenti danni alla salute dei cittadini) ha parlato di un peggioramento costante della qualità dell’aria, portando Barcellona niente di meno che agli ultimi posti in Europa per emissione di PM10.
“Barcellona è fra le città più inquinate d’Europa – osserva Audrey de Nazelle, ricercatrice del CREAL intervistata dal Pais – per via della sua situazione geografica situata ai bordi di catene montuose, per la sua alta densità di traffico e per il numero particolarmente alto di veicoli diesel, fra i principali emissari di microparticelle PM10, devastanti per i nostri polmoni”.
Insomma, secondo il CREAL le piste ciclabili dovrebbero essere spostate a 15 metri dalle carreggiate su cui transitano i veicoli a motore, per diminuire i danni alla salute di ciclisti e pedoni.
Con buona pace del Sindaco e del network urbano su due ruote.
Inviato da : redazione Mercoledì, 03 Febbraio 2010 - 13:00
Una notizia e un video: due "proposte italiane" antismog. La prima parla di un filtro antismog da naso. Il video invece ci mostra il Presidente della Regione Lombardia Formigoni in bicicletta. Leggete e guardate e poi se vi va, votate questo sondaggio.
Il filtro da naso
"Milano - Le domeniche a piedi, l’abbiamo capito, fanno poco o nulla contro lo smog. Così come le targhe alterne, già abbandonate da un pezzo nella maggior parte delle città. Poi ci sono i filtri antiparticolato, da montare sulle auto più inquinanti. Ma costano tanto e riducono le emissioni di polveri sottili solo del 25 per cento. Tanto vale. Tuttavia, nel panorama di proposte anti-smog, spunta un’idea niente male. Non si tratta di tasse per accedere al centro, né di iniziative ecologiste o di divieti. La soluzione sta nascosta in un oggettino di mezzo centimetro, del peso di due grammi. È un mini filtro che non si applica al tubo di scappamento delle auto ma che si infila nel naso. E che ci protegge dallo smog. L’intuizione è venuta nel 2004 a Paolo Narciso, avvocato quarantenne, ed è stata approvata e sviluppata da Luigi Allegra, primario pneumologo dell’ospedale Policlinico di Milano e luminare dei disturbi respiratori. Lui, che da una vita si occupa di patologie legate allo smog, è stato il primo a dare l’ok al progetto: «Ecco la soluzione allo smog. È molto più efficace rispetto ai filtri da montare sulle auto». " Continua la lettura su il Giornale
Inviato da : vittorio_marletto Mercoledì, 03 Febbraio 2010 - 08:09
La neve e il ghiaccio sono una trappola per i ciclisti, specie a Bologna, dove il Comune non ha alcun programma di pulizia delle piste da neve e ghiaccio, come ogni ciclista bolognese ha più volte potuto constatare quest'inverno: qui sopra l'imbocco di via del Chiu.
Ma come si fa a Copenaghen, dove tantissimi vanno in bici e dove la neve è di casa? Io ho trovato questo articolo su Treehugger con un'ampia documentazione video e qualche lamentela perché persino nella canadese Toronto quando nevica le piste servono come deposito di neve spazzata dalle strade.
Inviato da : redazione Mercoledì, 03 Febbraio 2010 - 07:06
Riportiamo un estratto del comunicato diramato da Fiab. Una bella notizia per l'intermodalità nel sud del nostro Paese che sembra fare scuola. Grazie anche al formidabile lavoro di tessitura di Lello Sforza.
"Anche in Basilicata bici gratis sui treni regionali di Trenitalia. Il nuovo contratto di servizio tra Regione Basilicata e Trenitalia ha introdotto la gratuità del trasporto delle biciclette al seguito del viaggiatore sui treni attrezzati e abilitati al servizio. L’Assessore lucano ai Trasporti, Rocco Vita, ha inserito la norma nell’accordo con Trenitalia, recependo l’istanza di cui si è fatto portavoce il direttore dell’Agenzia di Promozione Territoriale APT di quella regione, alla vigilia dell’uscita della guida "Cicloturismo in Basilicata" che propone circuiti, sentieri e percorsi per scoprire il territorio in bicicletta.
A facilitare la disponibilità del Dipartimento Infrastrutture Opere Pubbliche e Mobilità della Regione Basilicata a recepire la proposta dell’APT è stata, senz’altro, la partecipazione, in qualità di partner, al progetto di cooperazione internazionale CYRONMED- Cycle Route Network of the Mediterreanean finanziato con fondi Interreg III B Archimed grazie al quale sono stati individuati itinerari, percorsi e dorsali della rete ciclabile regionale, finalizzati a promuovere sia la mobilità ciclistica urbana che quella turistica.
Anche la Basilicata, dopo la Campania e le Marche, quindi segue l’esempio della Regione Puglia, capofila del progetto CYRONMED, che per prima aveva abolito il biglietto supplemento bici all’interno di un quadro organico di azioni per ridurre ed eliminare gli ostacoli infrastrutturali, organizzativi e tariffari, nell'ambito di un apposito Protocollo di Intesa con le Ferrovie regionali."
Inviato da : vittorio_marletto Martedì, 02 Febbraio 2010 - 08:47
La decisione dell'assessora Saliera, a sindaco Delbono ormai dimesso, di riaprire al traffico dopo soli due anni di chiusura la centralissima via Farini di Bologna eliminando la telecamera Rita che, identificando eventuali trasgressori, proteggeva la corsia degli autobus (lì passa il fondamentale filobus 13, che sposta ogni giorno migliaia di persone) e svuotava di traffico auto e moto un bel pezzo di strada connesso con il portico del Pavaglione, e in definitiva con piazza Maggiore, è del tutto incomprensibile e contrasta per logica con tutto quel che si è fatto finora per diminuire il traffico in centro città e favorire la mobilità ad impatto zero.
Tra l'ordinanza del precedente assessore Zamboni, che istituiva la corsia riservata ai bus e accendeva la telecamera di controllo Rita per proteggere la mobilità (tra l'altro "per favorire anche la mobilità ciclabile") e quella del 2010 che le abolisce entrambe "per semplificare i percorsi di attraversamento della città da parte dei residenti e dei motoveicoli" c'è la schizofrenia di un sistema di governo della città che non ha alcun sistema di pensiero su cui sorreggersi e che si basa quindi solo su chi tira di più la giacca.